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Femminismo e pubblicitàA Roma per la prima volta nella storia c’è un sindaco donna. “Sta cambiando il vento” dice la Raggi e la stessa frase usano i comici che si divertono ad imitarla. Di certo il femminismo è un movimento che arriva da molto lontano e che ora trova una sua concretizzazione in ogni aspetto della vita. Non fa eccezione il mondo della pubblicità che sempre più si sta legando a doppio filo col femminismo. Come aumenta questo fenomeno? Quali prospettive di crescita ci sono nel periodo a breve e nel medio? Come cambiano le strategie comunicative in tal senso? Saperne di più su quale sia il link tra femminismo e pubblicità vi sarà di grande aiuto nella comprensione più ampia del marketing in Italia. Buona lettura. 

Esiste un nesso tra femminismo e pubblicità. Conoscerne di più vi sarà utile e farlo con numeri oggettivi è intelligente. Prendendo spunto da un bellissimo post sul tema del blog Thinkwithgoogle.com, iniziamo a farvi scoprire che il desiderio di approfondimento sull’argomento del femminismo non conosce stop durante l’anno:

– le ricerche sul “femminismo” sono aumentate del 27% tra il 2014 e il 2015 e gli utenti continuano a porre domande tipo “Cosa si intende per femminista?” e “Cosa significa il termine femminismo?”.

Femminismo e pubblicità

Anche Google (http://www.google.it) corrobora il concetto con un sondaggio che svela che il 53% delle donne pensa che “le campagne pubblicitarie abbiano una forte influenza su come le donne sono percepite nella società”, il che rende l’idea dell’importanza del ruolo delle aziende nella questione. Esempi concreti? Rende bene l’idea la campagna “HeForShe”, presentata dall’attrice Emma Watson all’ONU lo scorso anno.

MOSSE PRATICHE
Tutto ciò stabilito, come si deve comportare un’azienda che è consapevole del link tra femminismo e pubblicità? Ricordandosi che stabilire con le donne un rapporto stabile e autentico può dare modo al brand di essere il primo a venire in mente nel momento in cui vengono prese le decisioni di acquisto: il 57% delle donne del Regno Unito afferma di essere “più propenso ad acquistare prodotti i cui annunci ritraggono le donne sotto una luce positiva”. Non solo. La dolce metà del Regno Unito ha anche detti che “gli annunci a sostegno della parità di genere dovrebbero rappresentarle come uguali agli uomini, forti, positive e “reali, piuttosto che nel classico modo stereotipato”.
Messaggio chiaro e ben recepito da alcune importanti companies:

  • “Choose Beautiful” per Dove di Unilever;
  • “This Girl Can” di Sport England;
  • “Better For It” della Nike;
  • “Always #Likeagirl” di Procter & Gamble;
  • “Barbie – Imagine The Possibilities” di Mattel.

Femminismo e pubblicità

Published On: lunedì, 25 Luglio 2016 / Categories: Consulenza Digital /

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